Problemi legati al laser a femtosecondi. Raro. La creazione della lamella corneale dal laser a femtosecondi può risultare irregolare o incompleta tanto da non permettere il sollevamento della lamella corneale e il successivo trattamento refrattivo con il laser ad eccimeri. In tale situazione l’intervento viene sospeso e rimandato: il taglio eseguito dal laser a femtosecondi non crea nessuna alterazione nella struttura della cornea, si può osservare solo una transitoria riduzione della trasparenza corneale causate dalle bolle di plasma create dal laser che richiedono poche ore per riassorbirsi. Dopo alcuni giorni la procedura laser può essere ripetuta.
Infezione. Molto rara.
Le ferite superficiali create dal laser sono già chiuse poche ore dopo l’intervento, impedendo il rischio di infezione.
Cheratite intrastromale. Rara.
La cheratite intrastromale si verifica tra il secondo e settimo giorno dall’intervento e rappresenta una conseguenza di una anomala risposta infiammatoria della cornea all’intervento. L’infiammazione è controllata attraverso i farmaci, aumentando la frequenza dell’instillazione dei colliri, e per alcuni giorni la vista può risultare annebbiata. Dopo una cheratite intrastromale è possibile la comparsa di un vizio refrattivo, in genere di lieve entità.
Comparsa di piccoli difetti di refrazione.
La presenza di piccoli difetti di refrazione subito dopo l’intervento sono frequenti dopo trattamenti per ipermetropia. Sono possibili la comparsa di piccoli difetti di refrazione anche a distanza di tempo, che possono essere corretti ancora con il laser.
Aberrazioni di ordine superiore. Frequenti.
Sono irregolarità nell’immagine che si possono percepire in particolari condizioni di luce, come la notte; possono manifestarsi come aloni intorno alle luci, immagini non nitide in alcuni contorni. Con i laser che vengono utilizzati oggi questi disturbi sono molto poco frequenti perché i trattamenti che eseguono prevengono questi disturbi; possono però rendersi evidenti in caso di complicanze come l’haze, o di trattamenti laser per la correzione di vizi refrattivi molto elevati e con pupille che si dilatano molto (fino a 8 mm) in condizioni di scarsa luce.
Secchezza oculare. Frequente.
Dopo un intervento di chirurgia refrattiva laser la lubrificazione dell’occhio può risultare modificata per alcuni mesi e questo è particolarmente frequente nei pazienti che sono stati grossi portatori di lenti a contatto (anche la lente a contatto danneggia la lubrificazione dell’occhio). La secchezza oculare migliora nel tempo, ma talvolta sono necessari anche molti mesi per il ritorno ad una condizione di normalità: in tale periodo può essere necessario l’utilizzo di colliri lubrificanti. Raramente è richiesto un utilizzo cronico di colliri lubrificanti.
Ipocorrezioni e ipecorrezioni. Rare.
Il difetto visivo viene corretto dallo strumento con una precisione pressoché assoluta; tuttavia fattori estranei alla mano del medico e alla precisione del laser possono influenzare la guarigione e quindi il risultato (la reazione del tessuto corneale al trattamento laser, una terapia postoperatoria scorretta...), per cui non è possibile fare una previsione assoluta prima dell’intervento circa la correzione ottica che si vuole raggiungere. Modesti scostamenti dal risultato previsto sono pertanto possibili e non devono essere considerati come insuccessi.
Aloni, abbagliamenti. Frequenti.
Nel primo periodo post-operatorio talvolta si manifesta la sensazione di aloni intorno alle fonti luminose e di abbagliamento, specie notturno; tale disturbo è di solito ben tollerato e generalmente regredisce in maniera più o meno completa nell’arco di alcuni mesi e dopo che il trattamento sia stato eseguito in entrambi gli occhi. In alcuni casi tali disturbi possono perdurare anche per anni o per sempre. Essi sono tanto più frequenti tanto più il difetto iniziale era forte e quanto più la pupilla ha tendenza a dilatarsi in presenza di scarsa luce o al buio.
Decentramento. Molto raro.
Il decentramento è un trattamento non eseguito esattamente al centro della pupilla e dell’asse visivo. Con i sistemi di inseguimento dell’occhio oggi disponibili su tutti i laser ad eccimeri oggi in commercio, è una complicanza molto rara. In caso di decentramenti la vista potrebbe essere disturbata da aberrazioni di ordine superiore o da aloni.
Regressione. Rara.
E’ possibile che il risultato iniziale possa regredire in parte col tempo; in alcuni casi, ma non in tutti, può essere necessaria una correzione complementare con occhiali o lenti a contatto, o mediante un ritrattamento, per tentare di ridurre eventuali residui refrattivi e/o cicatriziali. La regressione è soprattutto possibile in caso di correzione di difetti di vista molto elevati.
Presbiopia.
La presbiopia non è una complicanza, ma le persone oltre i 40 anni osservano alcuni cambiamenti nella loro vista da vicino. I miopi, soprattutto in caso di piccole miopie (circa 2-4 diottrie), che sono abituati a togliere l’occhiale per leggere, scoprono di avere difficoltà nella vista da vicino tanto da richiedere un occhiale da lettura. Nell’ipermetrope è il contrario: si scopre di riuscire a leggere! senza occhiali.
Sono qui riportate la principali e più importanti complicanze. Sono descritte anche anche altre rare complicanze, per la cui descrizione si rinvia alle schede informative allegate ai consensi informati per interventi di chirurgia refrattiva con laser ad eccimeri.
IMPORTANTE
E’ importante che il paziente si sottoponga ai controlli oculistici con la scadenza prefissata dal medico; questi controlli sono assolutamente necessari per controllare l’andamento dell’intervento e sono obbligatori. La negligenza nell’eseguire la terapia postoperatoria e le scadenze dei controlli specialistici può influenzare il risultato refrattivo finale ed essere causa di complicanze.

| < Prec. | Succ. > |
|---|


